L’Abarth 124 Rally ai raggi X

9 agosto 2017
di Eugenio Mosca
Dalla Abarth 124 Spider alla versione da rally il passo è breve. Merito della leggerezza e della bilanciata ripartizione dei pesi della vettura stradale. Ecco tutti i segreti della versione da competizione.
L’Abarth 124 Rally ai raggi X

Sotto il segno dello Scorpione

L’Abarth 124 Rally ai raggi X

Non è mai facile replicare un’icona di successo. Figuriamoci due. Già, perché l’impegno che si sono presi in Abarth è di quelli belli tosti: da un lato realizzare l’erede in chiave moderna della 124 Spider che a fine anni Sessanta faceva sognare schiere di giovanotti amanti della guida sportiva e dell’auto en plein air, dall’altro creare l’erede dell’omonima versione da corsa Gr. 4 che nei primi anni Settanta aveva catalizzato l’attenzione dei tifosi nostrani. Un’auto che aveva raccolto il testimone della mitica Fulvia per giocarsela con le allora prime della classe, in ordine sparso Alpine A110, Porsche 911 ed Escort RS, ottenendo tante soddisfazioni con piloti del calibro di Maurizio Verini, Lele Pinto, Marku Alen e Bobo Cambiaghi. Piloti che le hanno garantito un palmarès di tutto rispetto: 3 vittorie e 14 podi iridati che le sono valsi la piazza d’onore nel Mondiale Rally dal 1972 al 1975, due titoli europei e altrettanti Italiani. E a distanza di quasi cinquant’anni, in Corso Marche a Torino hanno fatto nuovamente le cose per bene realizzando, come si faceva una volta, la versione “cattiva” della 124 Spider stradale in modo tale che potesse costituire un’ottima base per la sorella da corsa.

Nate in parallelo

L’Abarth 124 Rally ai raggi X

“Avendo lavorato anche sullo sviluppo della vettura stradale – spiega l’ingegnere Maurizio Cosalvo, della R&D Abarth – sin dall’inizio ho sostenuto che questa poteva avere una grande potenzialità per un impegno sportivo. Innanzitutto grazie alla leggerezza, dato che pesa solo 1.060 kg, peraltro concentrati entro gli assi grazie al posizionamento del motore dietro l’assale anteriore e con una distribuzione che, con due persone a bordo, è esattamente 50-50. Inoltre ha sospensioni anteriori a quadrilatero e posteriori multilink, schemi molto raffinati, quasi più simili a una vettura da pista che da rally. Si può dire che le due vetture siano nate quasi in parallelo. La stradale ha avuto la precedenza per le tempistiche programmate, ma quando ha iniziato a prendere forma abbiamo iniziato a lavorare anche sulla versione da rally, almeno per l’impostazione sulla carta, perché il regolamento R-GT è particolare. Poi è partita a ritmo serrato anche la produzione delle 30 vetture da rally, necessarie per ottenere l’omologazione FIA, tanto che a Monte Carlo le 124 Rally hanno corso con un’omologazione provvisoria concessa dalla Federazione a seguito della verifica sullo stato dei lavori”.

DNA da corsa

Partendo dal pianale della Mazda MX-5, i designer del Centro Stile di Torino hanno saputo dare alla spider un tocco molto personale ispirandosi ad alcune caratteristiche inconfondibili dell’antenata, datata 1966, reinterpretandole abilmente in chiave moderna per sottolineare lo stretto grado di parentela: tra queste la griglia superiore esagonale, le “gobbe” sul cofano motore e i marcati gruppi ottici posteriori orizzontali. Insomma, il look non lascia dubbi sull’appartenenza alla “famiglia”, così come sulla vocazione sportiva. Lo stesso dicasi degli interni, con sedili avvolgenti e volante ovviamente a tre razze. Non solo apparenza, però, ma anche tanta sostanza. Innanzitutto i tecnici torinesi hanno prestato molta attenzione a realizzare una vettura “vera”, cioè con tutto quello che serve per l’utilizzo quotidiano, dal peso contenuto, badando anche a centrare le masse posizionando il motore dietro l’asse anteriore. Il 1.4 turbo eroga 170 Cv e 250 Nm di coppia, quanto basta per divertirsi rapportato al peso contenuto e alla trazione posteriore, e può essere coadiuvato sia da un cambio manuale a sei rapporti sia da un automatico sequenziale con paddle al volante, in entrambi i casi si può contare sul differenziale autobloccante meccanico. A completare un pacchetto davvero interessante vi sono infine gli ammortizzatori Bilstein con taratura più rigida, le barre antirollio, i freni Brembo e il selettore che consente di attivare la modalità Sport che velocizza risposta dell’acceleratore e cambiata, influendo oltretutto sull’erogazione della coppia e modificando l’assistenza allo sterzo.

Mix ideale

L’Abarth 124 Rally ai raggi X

La 124 Rally è stata realizzata secondo il regolamento tecnico R-GT FIA, ma senza cedere a estremizzazioni che avrebbero fatto lievitare il costo-chilometro e reso più complicata la gestione da parte dei team, proprio perché la vettura è stata concepita pensando primariamente all’utilizzo nel Trofeo Abarth 124rally, articolato su sei prove inserite nel contesto del CIR e con un interessante montepremi: 5.000 euro al vincitore di ogni gara e una 124 Abarth al vincitore della classifica finale, con altri premi interessanti per i primi tre piloti, per i team e per gli under 23. Il primo lavoro di trasformazione della scocca nella versione da corsa ha riguardato l’applicazione dell’hard top in composito che deve essere fissato alla scocca in modo solidale, nello specifico incollato. Quindi, i tecnici torinesi hanno lavorato per ottimizzare sicurezza ed ergonomia dell’abitacolo, per recuperare in uno spazio piuttosto contenuto gli ingombri della gabbia di sicurezza e dei caschi di pilota e navigatore. Allo scopo è stato rifatto il pavimento, per abbassare il fissaggio dei sedili. La gabbia di sicurezza saldata alla scocca, che va a legare i duomi degli ammortizzatori, è stata irrigidita anche risaldando l’accoppiamenti dei lamierati e applicando rinforzi nelle zone più sollecitate, come i duomi degli ammortizzatori.

Due ruote di scorta

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Il pavimento nella zona posteriore è stato modificato anche per alloggiare il serbatoio e due ruote di scorta, una nel bagagliaio e l’altra sotto il pianale, a vantaggio del baricentro e della trazione. Il regolamento R-GT non consente di allargare la carrozzeria, perciò, dato che il bordo dei passaruota deve per regolamento coprire la ruota almeno fino al mozzo centrale, di fatto questi determinano la larghezza delle carreggiate che rimangono uguali alla stradale. Per eliminare il sistema di climatizzazione è stato applicato un parabrezza riscaldato. Schema e punti di attacco delle sospensioni rimangono originali, ma sono stati realizzati ex novo braccetti in tubolare di acciaio, così come i montanti fresati dal pieno di alluminio. Rifatte ex novo anche le culle, a traliccio tubolare con la posteriore che supporta anche il differenziale, che prevedono i doppi punti di attacco dei bracci per i differenti assetti da asfalto e terra.

Cambio sequenziale a 6 marce

L’Abarth 124 Rally ai raggi X

Gli ammortizzatori Extreme Shox sono regolabili a quattro vie. L’impianto frenante monta doppie pompe freno con ripartitore di frenata sui due assi, percentuale che il pilota può visualizzare sul cruscottino, dischi autoventilanti anteriori da 355 mm di diametro all’anteriore e 320 mm al posteriore, con pinze a quattro pompanti. Il fatto che la 124 Abarth Rally sia nata per un monomarca ha consentito di utilizzare il 1.8 turbo derivato da quello della 4C e della Giulietta, con turbina originale modificata e coppa dell’olio specifica dato il posizionamento longitudinale, che eroga 300 Cv a 6.500 giri/min con una coppia di 550 Nm a 5.000 giri/min. Il cambio è un Sadev sequenziale a sei rapporti, con attuazione di tipo pneumatico, e il differenziale autobloccante meccanico è regolabile esternamente. Il regolamento R-GT lascia ampia libertà nell’utilizzo di sistemi di controllo elettronico, perciò per agevolare la gestione della vettura anche da parte dei piloti non professionisti è stato sviluppato un pacchetto con dispositivi di calibrazione della risposta motore e controllo della trazione che dialogano tra loro. Il pilota ha a disposizione, sul volante, due manettini con cinque differenti posizioni di mappe motore, che modificano l’erogazione della coppia e la risposta del turbo, e altrettante regolazioni del traction control che opera in parte sugli anticipi e in parte sull’alimentazione.

Potenza sotto controllo

Abbiamo avuto modo di verificare direttamente l’efficacia dell’elettronica applicata alla 124 Abarth Rally, dato che il nostro test in pista si è svolto con asfalto bagnato e pneumatici slick, così come sulla stradale abbiamo potuto constatare il livello di divertimento garantito dall’opzione “Sport”. Dettagli, sia di tecnica sia quanto a sensazioni di guida, che potete trovare in modo ampio sul numero di Automobilismo di agosto.

L’Abarth 124 Rally ai raggi X
Il tester di Automobilismo Eugenio Mosca