L’ABS spegne 40 candeline

31 August 2018
a cura di Redazione Automobilismo
Nato intorno agli anni 50, il sistema antibloccaggio fu adottato per la prima volta nel 1978 su una Mercedes 350.
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    Ebbene si sono ben 40 anni che il sistema antibloccaggio dei freni assicura maggiore sicurezza a bordo delle nostre vetture. La prima a montarlo fu la Mercedes su una 350 esattamente il 22 agosto 1978 quando decise di presentarlo davanti alla stampa internazionale e di spiegarne il suo funzionamento e i suoi reali benefici sul circuito di Untertürkheim di proprietà della Stella.

    Quando è nato?

    Da quel momento l’utilissimo sistema fu adottato via via su sempre un maggior numero di auto, partendo da quelle più prestazionali ed esclusive, per poi diventare nel 2004 una dotazione obbligatoria in Europa sulle tutte le auto nuove. La Mercedes nello specifico iniziò a renderlo disponibile a richiesta già due anni dopo su tutte le sue vetture in gamma e lo fece diventare un sistema di serie su tutte le auto a partire da ottobre 1992 quindi molto in anticipo rispetto all’obbligo imposto dalla Comunità Europea. Certo, molti di voi storceranno il naso, affermando che questo tipo di sistema esisteva già molti anni prima del 1978. Anche questo è vero ma si sì trattava in prima istanza di sistemi per l’aviazione, quindi meno precisi e inadatti al mondo automotive, e successivamente di brevetti depositati dalla stessa Mercedes (1953) che richiedevano però ancora del tempo per poter essere sviluppati e affinati.

    L’ABS spegne 40 candeline

    Come funziona?

    Come tutti ben sapreste il sistema non fa altro che evitare il bloccaggio delle ruote nelle frenate al limite o in tutte quelle condizioni di scarsa aderenza, permettendo quindi al conducente di mantenere direzionalità all’auto, di ridurre gli spazi di arresto e di scongiurare il rischio di scivolamento. Per funzionare il sistema si avvale di sensori (encoder) posti su ogni ruota (ruota fonica) che tengono sotto controllo il numero di giri, la velocità e la accelerazione o decelerazione di ogni singola ruota. Naturalmente questi sensori comunicano con una centralina elettronica che, se rileva che durante una frenata una ruota si ferma o si sta per fermare, decide come modificare la forza frenante prodotta dalla pompa idraulica dei freni sulla singola ruota, permettendole quindi di non bloccarsi. Il tutto naturalmente avviene in millesimi di secondo non appena il problema si innesca.