Suzuki Swift 1600 R1: con il cuore e con la testa

29 gennaio 2018
di Eugenio Mosca
Abbiamo provato, al Castelletto Circuit, la Suzuki Swift 1600 R1, una vettura molto propedeutica perché richiede una guida fine. Ideale per un giovane che vuole iniziare, per fare esperienza, ma anche per il gentleman driver che si vuole divertire a costi accessibili
Suzuki Swift 1600 R1: con il cuore e con la testa

Cosa fare quando la passione è tanta ma, ahimè, la grana manca? Riporre, magari solo momentaneamente, i sogni nel cassetto, aprire gli occhi e tornare a ragionare con i piedi per terra. Scherzi a parte, abbiamo già più volte trattato l’argomento dalle pagine di questo giornale: l’automobilismo, inutile negarlo, non è uno sport economico, soprattutto se si vogliono affrontare categorie di prestigio o comunque impegnative puntando al professionismo. Ma se al di là dei sogni c’è vera passione, non bisogna scoraggiarsi e aguzzare l’ingegno, cercando la categoria giusta per le proprie finanze nell’ambito della specialità preferita.

Suzuki Swift 1600 R1: con il cuore e con la testa

Ok il rapporto è giusto

Tra i trofei di maggior successo in ambito rally vi sono senza dubbio quelli Suzuki: il Suzuki Rally Trophy all’interno del CIR e il Suzuki Rally Cup in ambito CIWRC. Tra i punti di forza di questi trofei vi sono senza dubbio la semplicità di gestione e l’affidabilità della vettura (la Suzuki Swift 1600 che da questa stagione verrà affiancata dalla versione Booster turbo di 1000 cc) , che si traduce in economicità, i fitti controlli per scoraggiare eventuali “furbate”, con un Commissario Tecnico dedicato, elemento base per garantire il successo di un trofeo monomarca che si prefigge di mettere tutti sullo stesso piano, e dulcis in fundo un sostanzioso montepremi, oltre a varie agevolazioni sui materiali d’uso, che hanno sempre il loro buon perché. Qualche cifra giusto per rendere meglio l’idea? L’attuale Swift 1600 R1 viene venduta a 18.000 euro (più IVA, come per tutti i costi) con la gabbia di sicurezza già montata da Suzuki Sport. Poi, se si vuole una macchina al top per puntare alla vittoria nei trofei occorre effettuare tutta la serie di lavori di alleggerimento e affinamento, con il costo finale che può arrivare a 30.000 euro, mentre per correre in gare più “amatoriali” non è necessario affrontare questo plus di spesa grazie alla già buona qualità di base della vettura.

Suzuki Swift 1600 R1: con il cuore e con la testa

Grazie alla buona affidabilità anche i costi di gestione e noleggio sono contenuti: dai 1.000 euro per un Rally Day, tutto incluso tranne iscrizione, ai 3.500-4.000 per partecipare a una gara del CIWRC. La nuova Swift Booster dotata del tre cilindri turbo di 1000 cc, che in questa stagione andrà ad affiancare l’attuale Swift 1600, a fronte di una potenza di circa 140 cv dovrebbe vantare un peso di 910 kg, oltre 100 in meno della sorella aspirata, per un rapporto peso-potenza che si preannuncia decisamente interessante. Così come il prezzo: pronta corse 26.000 euro + IVA. Molto vantaggioso anche l’accordo stretto da Suzuki Italia con Toyo, per garantire l’utilizzo di pneumatici FIA al costo “politico” di 92 euro cad. Infine, il montepremi sale a circa 130.000 euro, suddivisi tra i due trofei. Insomma, un rapporto costi- prestazioni davvero interessante.

Suzuki Swift 1600 R1: con il cuore e con la testa

Provare per credere

Ma un conto sono le parole, o le cifre sulla carta, un conto è la realtà. Perciò, in attesa di provare la nuova “giapponesina” che verrà pronta nei prossimi giorni, grazie alla collaborazione del team Simona Motorsport abbiamo voluto saggiare, sul tracciato di Castelletto di Branduzzo ideale per testare vetture da rally, la collaudata Swift 1600 R1. Vi diciamo subito che, come ci aveva anticipato l’esperto pilota “titolare” Emilio Melloni, abbiamo dovuto affinare la guida per sfruttare al meglio la “suzukina”, dosando la grinta e privilegiando la scorrevolezza. Un mix che quando riesce dà soddisfazione. Per tutti i dettagli riguardanti la tecnica della vettura e le sensazioni provate alla guida vi rimandiamo all’ampio servizio pubblicato su Automobilismo di febbraio, nel frattempo potete godervi l’ampia gallery di immagini scattate da Francesco Bruciamonti e, se volete, potete salire in macchina con noi per un giro del Castelletto Circuit.